martedì 16 dicembre 2014

Nuove idee per la Befana di piazza Navona...

E' di questi giorni la notizia che il Comune di Roma ha deciso di riorganizzare il tradizionale mercatino della Befana a piazza Navona, diminuendo drasticamente il numero di banchi che vendono varia mercanzia in occasione delle feste natalizie.

Come per tutte le situazioni che si intende cambiare,  la conseguenza è stata la protesta degli ambulanti interessati, una specie di corporazione chiusa, fatta di poche famiglie detentrici delle licenze che, ovviamente, intende proseguire sulla solita strada e si mostra restìa ai cambiamenti.
La maggior parte della cittadinanza si era un po' stancata di questa baraonda da fiera paesana, che creava confusione con l'esposizione di prodotti e oggetti dozzinali, per niente attinenti con il Natale.
Attendiamo le decisioni del TAR a cui hanno ricorso i commercianti, assistiamo al loro braccio di ferro con il Comune, ma cerchiamo anche di proporre qualche idea alternativa.

Personalmente credo che bisognerebbe ripensare all'idea di una piazza che sia sì festosa, come la tradizione romana impone, ma non replichi l'ennesimo anonimo suk tra i tanti, fotocopia di quelli di cui la città è stata letteralmente invasa negli ultimi anni. Bancarelle che espongono merce di dubbia provenienza, che nulla c'entra con gli articoli natalizi e che accrescono la sensazione di essere oppressi da dozzinale ciarpame.

Avrei dei suggerimenti per il Sindaco: perchè non progettare una piazza Navona più in linea e in armonia con la sua bellezza architettonica? Non dimentichiamo le opere d'arte del Bernini, che oggi si sentirebbe offeso dalla sciatteria che opprime le sue sculture.
Si potrebbe creare una fiera con stand tutti uguali, magari disegnati dagli studenti  del corso di scenografia dell'Accademia di belle arti. Sarebbe una bella idea indire una sorta di concorso  per le migliori idee da premiare e utilizzare, incentivando il talento dei giovani e risparmiando sui costi per la progettazione.

Un altro suggerimento potrebbe essere un angolo dedicato ai cori natalizi. In questi giorni di dicembre per le chiese e le strade del centro si tengono concerti con repertori festosi e religiosi, così come in moltissime parrocchie, tutti con gran successo di pubblico. Perchè non indire un bando, a cui chiedere di partecipare chi interessato, stilando così un calendario di concerti da tenere su un apposito palco? Credo che le persone di passaggio, cittadini e turisti, sarebbero ben felici di ascoltare queste performance, che aiuterebbero a creare la giusta atmosfera del periodo.

Da ultimo, forse l'aspetto più importante: occorrerebbe limitare i chioschetti a quelli che espongono esclusivamente oggetti per il presepe o per l'albero di Natale, prodotti da artigiani del settore di tutta Italia, una sorta di replica di via s. Gregorio Armeno a Napoli. Sottolineo artigianato italiano e non produzioni industriali di bassa qualità, magari cinesi.
In questo modo si sosterrebbe l'economia nazionale, nel settore artigianale di cui siamo maestri, che non viene adeguatamente incentivato, avendo il risultato di una piazza Navona più colta ed esteticamente raffinata. Si otterebbe così una spinta verso la riqualificazione del tessuto urbano, verso la bellezza e verso la rivalutazione della nostra identità.
 

martedì 19 marzo 2013

NON TEMERE LA BONTA’ E LA TENEREZZA


Non è passata nemmeno una settimana da quel 13 marzo 2013, ma già si capisce che è successo qualcosa di unico e di importante…

Mai come adesso vedo l’intervento di Dio nella vita degli uomini. Miseri esseri smarriti, in una questa modernità che li rende soli, poveri nello spirito, tristi nell’animo, sfiduciati. Abituati  al cinismo, alla violenza morale e fisica. Così oberati di oggetti materiali, smaniosi di potere e ingordi di denaro.

La stessa Chiesa appesantita da orpelli, inquinata da scandali, resa opulenta e autoreferenziale. Povera di vocazioni, fuori dalla storia, incapace di comprendere a volte le sfaccettature della vita attuale. Non avvezza ad accogliere ed essere misericordiosa, spesso ingessata in regole e dogmi.

In un vuoto smarrito, senza un Padre, non sapevamo dove guardare. Non sapevamo che lo Spirito Santo aveva in serbo una grande sorpresa per noi.

Papa Francesco.  Già il nome sintetizza tutto. Primo pontefice latino-americano, primo gesuita, primo col nome del Poverello di Assisi.

In pochi minuti, dalla sua prima apparizione, ha catturato il nostro cuore. Ha fatto pregare in silenzio un’intera Piazza, ha fatto recitare le preghiere basilari della fede cattolica.

Il suo sorriso dolce, semplice, forte, carismatico, pacato e sicuro, ha commosso ed emozionato. Non si può restargli indifferenti.

Ci aspettano grandi cose, lo si intuisce dalle prime battute.  Tutto assume uno spessore inusitato, si va all’essenziale, a ciò che davvero conta. Verranno presto nuove conversioni. La Chiesa si avvicinerà alla gente. Essere cattolici non sarà prerogativa di un gruppo fuori moda -  guardato con sufficienza dagli altri - di vecchiette  e bigotti. Molti giovani troveranno il punto di riferimento che oggi loro manca.

 Papa Francesco sarà una ventata di aria fresca in questi nostri tempi.

Fra poco meno di quindici giorni arriverà la Pasqua di Resurrezione. Una Pasqua speciale come poche.

Un nuovo Pastore, l’annuncio della salvezza, la certezza di essere figli di Dio.

Che sia per me e per i miei fratelli una conversione vera, sincera, commovente.

Che sia scoperta di umiltà, servizio, amore sincero, gioia, apertura agli altri.

“Non dobbiamo avere paura della bontà e della tenerezza” dice Papa Francesco. “Il vero potere è il servizio”. “Custodire gli altri e noi stessi”.

Il mio augurio  è che i valori oggi scherniti e snobbati diventino di moda, capovolgendo la prospettiva comune. Valori non solo cristiani ma validi per tutti, anche per chi non crede.

 Silenzio, mitezza, dolcezza, disponibilità, allegria del cuore, al posto di aggressività, prevaricazione, furbizia, indifferenza, cinismo.

Che sia l’inizio di una vera, potente, rivoluzione delle coscienze. Che sia per tutti soddisfatto  il bisogno di Dio, anche e soprattutto  di chi non si rende conto di averlo. Che chi già ha conosciuto tanto amore e tanta bellezza lo annunci e riesca a farne godere i propri fratelli , in piena condivisione.  

mercoledì 28 novembre 2012

Il presepe contestato

 

Il punto di partenza del dibattito, cioè una dirigente scolastica ottusa di non so quale scuola del nord Italia, che parla di rispetto di bambini stranieri e quindi niente simboli religiosi nel suo istituto, ergo niente presepe, se no le creature si potrebbero “sturbare”, non è il massimo. Ma è il paradigma dei ragionamenti che ormai vanno per la maggiore tra chi prende decisioni ed è a capo di un’istituzione: meglio star fermi per non sbagliare, meglio non fare, per evitare contestazioni, offese, critiche, ripicche. Si sta più tranquilli…..

Ma basterebbe, come sempre, il vecchio, sano buonsenso, la bussola principe di ogni comportamento, per capire che i bambini sono molto, molto più ragionevoli e  migliori degli adulti.   

Se si allestisce un presepe nell’atrio della scuola potranno avere una di queste reazioni: o saranno contenti di condividere un lavoro creativo, come tanti che si fanno in classe, oppure, se cattolici, ricorderanno il senso autentico del Natale, oppure se atei o di altre religioni passeranno dritto, ignorandolo. Allora rovescio la prospettiva: se ci sono ragazzini felici di vedere un presepe, fatto con la loro partecipazione, perché privarli di questa esperienza? In fondo, anche se lo fanno nelle loro case, la scuola è il mondo dove passano la maggior parte della giornata, mica un altro asettico pianeta. Scendiamo dai piedistalli ideologici! Ragionando così, altri si potrebbero offendere per le zucche di Halloween che hanno soppiantato la festa italiana di Ognissanti e ci invadono fin sopra i capelli. Simboli pagani che prevalgono su quelli religiosi e tutti zitti. Non la finiremmo più davvero. Anzi è strano che ancora non sia finita nell’occhio del ciclone la classica recita natalizia che va per la maggiore tra i bimbi dell’asilo o delle elementari, gioia e dolore di tutti i genitori di oggi, muniti di videocamera e malcelato orgoglio per il loro pargolo.....

Detto questo, nonostante sia cattolica, quando ero bambina non mi faceva impazzire il presepe a scuola (non me lo ricordo quasi), mi era indifferente. Contava davvero quello che facevamo a casa,  su un ripiano della libreria, con la capanna, i pastori acquistati di anno in anno, le scatole vuote a sagomare la carta delle montagne, le lucine colorate…ancora oggi, mia madre, 83 anni, che vive sola, tutti gli anni tira fuori dalla scatola ‘sto presepino senza pretese. Forse è un piccolo simbolo che le scalda il cuore. E vi confesso che anch’io per la prima volta, dopo tanti anni, a casa mia lo farò, nonostante non ci siano bambini, solo per me stessa. Ho acquistato l’occorrente giorni fa, in un negozio della grande distribuzione. Tutti i pezzi sono artigianali, economici, venduti da una ditta di Lucca specializzata, quindi con questo gesto avrò pure aiutato e sostenuto un’azienda italiana. Per cui, in conclusione, condivido quello che affermano i non credenti: il presepe è un fatto intimo, nel cuore della propria casa.

Non sono invece d’accordo sull’idea che il presepe sia una cosa posticcia, inventata, che i Vangeli non contemplano. Anzi, si tratta della rappresentazione plastica di quanto accadde secoli fa.

Qualcosa di scandaloso. Il figlio di Dio che decide di nascere in una grotta, che non trova riparo nemmeno sotto un tetto. Una giovanissima madre che partorisce tra i disagi, affiancata da un padre preoccupato per la moglie e la loro creatura. La gente umile del posto che si accorge di ciò che di straordinario sta accadendo e si avvicina ad adorare un bambino mezzo nudo tra la paglia. Uno strano Re.

Proprio un grande Santo come San Francesco, nel 1223, circa due settimane prima della Natività, dimorando nel romitorio di Fontecolombo chiamò il suo amico Giovanni Velita, signore di Greccio, invitandolo a preparare quanto sarebbe servito per la celebrazione natalizia: " 'Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello'.

Scena che verrà riportata da uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, Giotto, nel suo celebre dipinto nella Basilica Superiore di Assisi. 

Da allora nasce il primo presepio vivente, riprodotto anche in centinaia di paesi italiani in occasione del Natale.

Nel settecento si diffondono i meravigliosi presepi barocchi napoletani. Via San Gregorio Armeno in questi giorni è impraticabile per la folla che acquista statuine artigianali dalle innumerevoli botteghe.

Si allestiscono presepi in tantissime chiese. Nella mia parrocchia l’anno scorso un presepe artistico che riproduceva fedelmente il quartiere della Magliana ha strappato commenti ammirati per la maestria di chi lo ha ideato, compreso il mio.

Insomma, presepe si, perché a me ricorda ciò che festeggio il 25 dicembre, perché la mia cultura italiana di secoli è intrisa di queste opere dell’uomo. Magari non sempre (forse quasi mai) sarà ispiratore di preghiera in noi abitanti di questo secolo, magari sarà solo sfoggio e sfida di abilità e maestria, ma lasciatelo stare. E voi per i quali è un fastidio inutile, una baracconata, ignoratelo, anche se capisco non vi dica niente.

Chiudo con una citazione memorabile di Eduardo da “Natale in casa Cupiello” che chiedeva al figlio Luca : “Te piace ‘o presepio?”

mercoledì 14 novembre 2012

Lago di Como in autunno, frammento di paradiso....

Ho avuto occasione, nel corso di una breve gita, di scoprire uno degli innumerevoli angoli incantevoli del nostro bel Paese: il lago di Como.
 
 
La sua caratteristica peculiare è di coniugare alle bellezze naturali - è un lago dalla caratteristica forma allungata a forma di ipsilon rovesciata, di origine alpina, nato da un ghiacciaio ritiratosi in epoche remote e circondato dalla cornice delle Prealpi - le bellezze storiche e monumentali. In pratica, la felice mano dell'uomo non ha fatto altro che impreziosire  e arricchire l'operato già generoso della Natura.
 
Paesini caratteristici che si susseguono come perle di una collana, antiche chiesette, ville scenografiche, circondate da parchi curatissimi e ricchi di piante e vegetazione. La stagione autunnale, nelle giornate di sole che anche novembre può regalare al fortunato viaggiatore, dipinge con calde pennellate  di arancio, giallo e rosso le foglie degli alberi.
E' la pace di un periodo di mezzo, non l'estate con le opzioni balneari, non l'inverno con le mete sciistiche da raggiungere. Vige ovunque una quiete riflessiva, uno scorrere dolce del tempo....
 
E' consigliabile fare un giro in barca sul lago, dalla cui visuale si possono osservare meglio alcune ville, fra le quali una delle più particolari è la Villa del Balbianello.
Splendida all'esterno, per la posizione su una punta, circondata da un parco ben tenuto e splendida nei suoi interni, visitabili su appuntamento. Non a caso è stata utilizzata come "location" di opere cinematografiche e televisive, si veda l'ambientazione dello sceneggiato tratto dal romanzo "Piccolo mondo antico" o uno dei film della serie su James Bond.
La costruzione della Villa e della Loggia risale alla fine del Settecento, quando il cardinal Durini acquistò la punta di Lavedo, per edificarvi una dimora di villeggiatura e di svago letterario. Il luogo aveva ospitato fino al XVI secolo un piccolo cenobio religioso francescano, del quale rimane a testimonianza solo la stretta facciata della chiesetta caratterizzata da due campanili.
 La Villa quindi passò in eredità al patriota Luigi Porro Lambertenghi che trasformò la residenza da luogo di meditazione ad impegnato ritrovo per massoni e successivamente fu acquistata dall’amico Giuseppe Arconati Visconti che, insieme alla moglie Costanza, rese la Villa un prestigioso salotto estivo frequentato da Berchet, Giusti e Manzoni. Venne poi abbandonata per trentanove lunghi anni prima che, nel 1919, venisse acquistata da un generale americano . Alla morte del generale, gli eredi vendettero il Balbianello a Guido Monzino, noto imprenditore milanese fondatore della Standa, colto collezionista e appassionato viaggiatore. La Villa venne nuovamente restaurata e trasformata in parte in museo privato, dove Monzino raccolse con perizia e attenzione museografica i ricordi di viaggio, le collezioni d’arte e i cimeli delle famose spedizioni da lui compiute, come la conquista del Polo Nord nel 1971 e dell’Everest nel 1973. L’11 Ottobre 1988, alla morte di Monzino, per suo volere testamentario la Villa, gli arredi e lo splendido giardino del dosso di Lavedo vennero lasciati in eredità al FAI, con una dote che ne aiuta ancora oggi la manutenzione.

 
 
 
La stessa Como è una cittadina più che gradevole da visitare. Oltre alla passeggiata sul lungolago e il porto, è ancora più interessante iniziare un giro a piedi dietro piazza Cavour. Troviamo subito sulla sinistra il Duomo, con la sua magnificente facciata in uno stile tra il gotico e il rinascimentale. Proseguendo nella zona pedonale, si incontrano strade tranquille e ben tenute, dove è piacevole  passeggiare tra le vetrine di bei negozi alla moda.
 
 
 
 
 
Non si incontrano le pacchianerie tipiche di altre città, quindi niente insegne vistose e fuori luogo, anzi più di un esercizio mantiene addirittura la sua targa elegante che risale a qualche decennio fa, come la caffetteria Bolla, dal sapore di altri tempi, in cui si può gustare, perfetta in questa stagione,  una magnifica  cioccolata calda:


Oppure Beretta,  forno artigianale, che produce un dolce tipico e sconosciuto fuori dalla zona, di cui detiene il brevetto: la "Nuvola", una specialità di forma rettangolare, con l'impasto simile ad un panettone, ma molto più leggero, come lo stesso nome suggerisce e una farcitura di marmellata di albicocche:

 

Como, inoltre, è da secoli sinonimo di lavorazione dei bachi da seta....infatti si possono trovare alcuni negozi specializzati in foulards, cravatte, sciarpe e stole, come ad esempio la vetrina di Picci, bottega storica.

Si tratta di un negozio specializzato  da novantatré anni in via Vittorio Emanuele, dietro il Duomo. È proprio al numero 54 che all'inizio del secolo scorso Anna Brambilla ha aperto il negozio con un telaio per creare le pezze per cravatte, foulard, sciarpe e scialli.

 

giovedì 6 settembre 2012

valori in crisi

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    uomo comune Mercoledì, 05 Settembre 2012

    crisi della serietà e successo della cialtroneria

    La docente ordinaria ladra di stipendio, riceve dalle undici all'una. Un mese fa mi aveva detto di presentarmi ieri ("Prima dell'esame, venga. Così vediamo se è preparato o meno"). Arrivo un quarto all'una, da ottanta chilometri di distanza - dieci euro di carburante e quatto di austrada- e non prima causa lavoro (al nero e non pagato, così faccio esperienza); la trovo che se ne sta andando. Non ricorda un cavolo né di chi sono né di cosa mi aveva detto. Mi spiego, chiaramente con educazione. Risponde in modo arrogante e risentito ("Sono cinque all'una! Non faccio consulenza a quest'ora!"); poi se ne va verso l'auto del marito che la sta aspettando. Naturalmente, uno che lavora in fabbrica può fare lo stesso: stacca un quarto d'ora prima ché tanto nessuno lo disturba. Che sciocco a non averlo capito da subito. Stamani: un appuntamento con un funzionario ASL per cui ho accettato di lavorare gratuitamente. Lo aspetto oltre un'ora, niente. Chiedo ai suoi colleghi, niente. Scendo le scale e mi metto in fila per prenotare delle analisi del sangue, di quelle base. Ci vogliono quaranta euro oppure un foglio di esenzione a cui pare abbia diritto. Lo rilascia un ufficio dall'altra parte del centro storico. Ringazio e ci vado. Arrivato, mi rivolgo in portineria: tre persone sulla cinquantina, in pose incalosciate e stanche del nulla di loro stretta competenza, mi dicono che è tutto chiuso, che riaprirà fra due giorni. Motivo? Gli impiegati hanno un corso di formazione. Sì, certo. Formazione di impronte del culo sul materasso.

    Ho riportato qui sotto una lettera pubblicata sul forum "Leggere e scrivere" del Corriere della Sera. Spiega, meglio di ogni altra analisi, un spaccato di società, nella quale ormai anch'io vivo da marziana, in crisi di disadattamento.

    Non aggiungo altro, se non dire: ecco perchè l'Italia sta andando a rotoli. 

    giovedì 30 agosto 2012

    Ultima settimana d'agosto...

    La pausa estiva mi serve sempre ogni anno per riflettere sulla vita che faccio....come se, lontana dal frastuono spesso vuoto del tran tran quotidiano - quando le attività cittadine sono ridotte, le persone sono ancora in ferie, le scuole chiuse, gli uffici semideserti, i mezzi di trasporto pubblico vivibili, il traffico automobilistico rarefatto - fosse permesso di pensare con più calma, senza disumanità e superficialità, senza la mancanza di concentrazione che scaturisce da un eccesso di rumore, di parole a gogò, di una somma di monologhi delle persone che ci circondano, brave a parlare e meno ad ascoltare...
    Meglio di Capodanno, faccio un bilancio, sfrondo le giornate dalle corse inutili, con buoni propositi di migliorare, di eliminare incrostazioni di noia, di nervosismo, di insoddisfazione.
    Me lo ripeto in continuazione: vivi il presente, non rimpiangere il passato, non aspettarti cose mirabolanti dal futuro. Ritagliati ogni giorno una piccola vacanza mentale, una coccola per te stessa. Guarda gli altri con occhi diversi.
    Non è la realtà ad essere in un certo modo, brutta o bella, ma siamo noi, con gli occhi con cui la guardiamo, a renderla tale. Siamo solo noi, con la nostra mente, a fare la differenza.

    venerdì 10 agosto 2012

    Trattamenti differenziati nei trasporti pubblici...

    Scena:
    ieri pomeriggio ben due pulmini, uno della Regione Lazio, l'altro dell'Atac, scaricano davanti all'ingresso della fermata Eur Magliana uno sparuto gruppo di loro dipendenti.
    Ero appena scesa dal vagone della metropolitana preso a Termini, dove stazionavano, sulla banchina brulicante opposta alla mia, in attesa chissà da quando, qualche centinaia di persone.

    Spiegatemi perchè la collettività debba pagare, oltre ai loro stipendi, anche la navetta aziendale!
    Ciò che è un problema personale di ciascun lavoratore, ossia preoccuparsi di come raggiungere la sede di lavoro e il costo del relativo trasporto, che sia benzina, biglietto o abbonamento, per alcune categorie di dipendenti diventa un onere di tutti.

    Me ne ricorderò, con rabbia, quando mi aumenteranno l'addizionale regionale, a Roma la più cara d'Italia, o il prezzo della corsa su un autobus.

    Bello il vantaggio privato sovvenzionato con i soldi di tutti.....

    giovedì 9 agosto 2012

    Ma cos'è questa mania?

    Scipione, Caronte, Ulisse, Minosse, Nerone....mah, dico, siamo impazziti?
    Ma cosa è successo quest'anno ai giornalisti, che si sono messi a battezzare le ondate di calore che affliggono la nostra torrida estate?
    Fino all'anno scorso, ci si limitava a dire che sarebbe arrivato un anticiclone dall'Africa a far schizzare in alto le temperature, ci si atteneva alle pure e semplici previsioni del tempo; in questa estate 2012 lo sfizio dei mass-media è dare nomi, possibilmente mutuati dalla storia e dalla mitologia.
    Personalmente la trovo una faccenda alquanto ridicola....mettere i nomi al clima caldo! Bah!
    Immagino un equipe di creativi nelle redazioni delle tv e dei giornali, che si spremono le meningi a cercare gli appellativi più efficaci.....




    Vedo intorno a me sempre di più una società di bambinoni non cresciuti.

    martedì 6 settembre 2011

    Mala tempora currunt....

    Eh si, mala tempora currunt...
    Stiamo vivendo come sospesi in un periodo tutto nuovo, in attesa della catarsi, che azzeri tutto. E' in corso una guerra invisibile, le macerie, i bombardamenti non si vedono tangibilmente, ma ci sono....
    Senza andare lontano, prendendo come riferimento dal secondo conflitto mondiale in poi, anche oggi vedo intorno distruzione. I nostri progenitori hanno combattuto, la società civile ha subito fame, violenza, bombardamenti, azzeramento di una vita normale. Ma nel dopoguerra l'Italia è stata capace di ripartire da zero, da quei muri crollati, da quelle strade inesistenti. Maniche rimboccate e voglia di vivere e ricominciare daccapo.
    Bisogna perdere tutto per capire la fortuna di ciò che si possiede. Oggi dopo oltre sessant'anni tanta acqua è passata sotto i ponti. Ci siamo ritirati su, il consumismo ha dato fiato all'economia, siamo diventati sempre meno inclini al sacrificio e al risparmio. La generazione che aveva vissuto esperienze inenarrabili ha voluto che i suoi figli non soffrissero. Ma pian piano ognuno ha desiderato stare sempre meglio, lentamente anche la famiglia si è cominciata a disgregare, ognuno per sè.
    I valori di vita contadini, che contenevano grande saggezza, equilibrio, rispetto, sono stati abbandonati.
    Il profitto è diventato l'unica molla per andare avanti, a dispetto di tutto. Nessuno ha pensato al bene comune, a una visione unitaria della società. Tutti a difendere con i denti il proprio pezzettino di vantaggio...
    Stiamo affondando, lentamente. Ma pur di non rinunciare ai nostri ruoli  imbalsamati, pur di non sentirsi responsabili in prima persona di qualcosa, anzi  scaricando le colpe sugli altri, siamo disposti a colare a picco. Nessuno che abbia uno scatto di orgoglio, che dia l'esempio. Tanti adulti dai comportamenti infantili.
    Ecco, oggi viviamo una società di tanti bimbi irresponsabili.....

    lunedì 8 agosto 2011

    Ho ripreso questa ricetta da un blog della Stampa:

    Trofiette con zucchine, tonno, menta e datterini.



    Ingredienti per due


    200 grammi di trofiette, due zucchine, una scatola di tonno al naturale, 200 grammi di pomodori datterini, qualche foglia di menta, olio, e sale, aglio, vino bianco per sfumare




    In un padella larga, si fa andare l’olio con l’aglio e l’eventuale peperoncino, poi si aggiungono gli zucchini prima tagliati a rondelle e poi ridotti a micro dadolata, quindi il tonno. Si fa soffriggere per un po’, si aggiunge il vino bianco e si alza la fiamma per sfumare. Quindi si aggiungono i datterini tagliati a metà. Nel frattempo si mette l’acqua a bollire (io il sale grosso lo metto a freddo) e quando bolle si mettono le trofiette. Si scolano al dente e si fanno saltare nella padella con gli altri ingredienti. A questo punto si aggiungono anche le foglioline di menta. Un piatto fresco e con gusti estivi.
     
     
    Credo che lo proverò presto.

    giovedì 28 luglio 2011

    vacanze salentine.....

    E' già il secondo anno che trascorro una breve vacanza in questo spicchio di paradiso.....Niente di artefatto o sovrastrutturato. Solo una spiaggia di soffice cipria bianca, mare in tutte le gradazioni del turchese, cielo limpido spazzato dal vento, qualche scoglio bassissimo qua e là, dune di macchia mediterranea e una pineta grande e profumata che dà ossigeno....
    Lascio a voi le spiagge della riviera romagnola, i lidi con tanto cemento alberghiero alle spalle, le isole tropicali a migliaia di chilometri. Spero si mantenga così a lungo e che scoprano in pochi questo luogo, suggeritomi da una cara amica del posto che non vive più da quelle parti ma che frequenta da sempre quest'oasi. Frassanito. Invidiatemi pure, non vi darò indicazioni per andarci, sono troppo gelosa della mia scoperta!

    venerdì 18 marzo 2011

    Ieri è stato il 150mo dell'unità di Italia. Mi sono sentita orgogliosa della mia nazionalità. Penso che il nostro Paese sia unico, meraviglioso....ma, masochisti come siamo, facciamo di tutto per dimenticarcene.


    Siamo talentuosi, originali e creativi. Abbiamo un patrimonio artistico unico al mondo. La nostra cucina è eccellente e variegata, la moda e il buongusto non ci mancano, siamo accoglienti e calorosi con gli estranei....ma troppo egocentrici, propensi a ciò che è privato anzichè pubblico.


    La nostra casa è splendida, ma usciti di fronte al portone può esserci di tutto, non ci riguarda. Privi quasi di senso civico, portati ad arrangiarci, alla facile cialtroneria. Pronti a cercare ogni escamotage per aggirare gli ostacoli.


    Bravi a tirar fuori il meglio di noi stessi nelle difficoltà, ognuno ha il suo pezzettino d'orto da difendere....

    lunedì 7 febbraio 2011

    non sembra, ma ci sono!

    Ho trascurato un po' questo blog.....ma ci vuole tempo per dedicarcisi.......lo farò presto!

    lunedì 25 ottobre 2010

    Passione di John Turturro


    Sono andata al cinema senza troppe aspettative e invece mi sono trovata, alla fine, ad applaudire con tutti i presenti in sala.


    Non c'è una vera e propria storia. E' un affresco musicale, una specie di documentario, tenuto insieme dallo stesso Turturro, che, vagabondando da osservatore per le vie di Napoli, commenta e intervista, tra l'altro con riprese splendide. Tutto ciò alla ricerca del perchè proprio a Napoli si ha una così grande tradizione canterina.

    Ogni canzone napoletana scelta viene interpretata da un cantante diverso e con uno scenario originale.

    Memorabili "Caravan petrol" di Carosone, "recitata" da Fiorello o un intimista Fausto Cigliano che accarezza la sua chitarra in una chiesa davanti a tele di Caravaggio,cantando "Catarì". Per non parlare di Peppe Barra che ci spiega il significato di "Tammurriata nera" interpretandola con una grinta pazzesca.

    E' un film che consiglio caldamente, e che andrei a rivedere oggi stesso. Difficilmente esco da un cinema così soddisfatta.

    mercoledì 13 ottobre 2010

    La protesta in Irpinia per i tagli agli ospedali

    Riporto dal blog della Comunità provvisoria, quanto sta succedendo in Irpinia....e nessuno ne parla.....

    Lettera agli irpini




    La nostra bellissima terra ha tanti problemi, a cominciare dalla mancanza di lavoro per i suoi giovani. Quando una terra zoppica è inutile provare a farla camminare, si fa prima a farla volare. Proviamo a darci un sogno e a difenderlo tutti insieme: il sogno che anche nei piccoli paesi è possibile una grande vita.

    Il 12 ottobre ci sarà una manifestazione a Napoli per protestare contro le politiche sanitarie della Regione. Hanno fatto un piano che decreta la chiusura completa dell’ospedale di Bisaccia e quella parziale dell’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi.

    Quello che chiediamo è di essere in tanti a far sentire la nostra protesta contro una decisione che ci umilia come cittadini ed espone a gravi pericoli la salute di ognuno di noi.

    Senza ascoltare il nostro parere, hanno deciso di porre rimedio ai debiti accumulati in tanti anni di cattiva gestione togliendo tutto a chi come noi ha già molto poco e togliendo poco a chi ha tanto: il segno che si tratta di decisioni sbagliate e ingiuste è il fatto che la persona che ha scritto il piano proprio in questi giorni si è dimessa.

    È importante che la gente d’Irpinia faccia sentire in massa la sua voce contro i vecchi e i nuovi soprusi di chi ci ritiene un luogo abbandonato.

    È arrivato il momento di reclamare con forza il diritto alla salute sancito dalla Costituzione: non siamo noi a doverci occupare degli ospedali, ma gli ospedali si devono occupare di noi!

    La nostra lotta deve diventare un grande esempio di democrazia. Oltre a salvare gli ospedali, affermeremo ancora una volta che l’Irpinia è un sud colto e onesto, laborioso e civilissimo.

    Il dodici mattina alle ore 8.00 partirà almeno un pullman da ogni paese. L’avvio della manifestazione è previsto per le 10.30

    È il viaggio dei generosi e dei puri di cuore, il viaggio di chi crede a questa terra e al suo futuro!



    I SINDACI Dell’IRPINIA D’ORIENTE

    I COMITATI CIVICI DI BISACCIA E SANT’ANGELO DEI LOMBARDI

    giovedì 9 settembre 2010

    Bocconcini di pollo alle verdure

    L'altro giorno ho voluto provare una ricetta vista in televisione leggermente modificata. Ve la consiglio perchè semplice, veloce, dietetica e gustosa.
    Prendete dei petti di pollo a fette e tagliateli a bocconcini (per far prima con forbici da cucina).
     Metteteli in una ciotola a marinare con del succo di limone per qualche minuto. In un tegame antiaderente scaldate olio e peperoncino. Scolate il pollo dalla marinata e fatelo saltare una decina di minuti, rigirandolo di tanto in tanto, aggiungete un po' di sale se volete. Quando vi sembra cotto, aggiungete una julienne di carote, cipollotti e zucchine. Mescolate e spegnete dopo un minuto. Risulterà un piatto colorato da vedere, le verdure manterranno il pollo morbido e...last but not least non assumerete troppe calorie! 

    giovedì 2 settembre 2010

    La zia marchesa

    Ho appena finito di leggere questo romanzo di una scrittrice siciliana che non conoscevo, molto brava.
    Descrive la vita di una donna aristocratica della nobiltà siciliana di fine Ottocento, Costanza Safamita. Affresco ricco, corale, con una gran quantità di personaggi, che fa rivivere quelle atmosfere e quelle dinamiche. Bello l'inizio di ogni capitoletto con un proverbio siciliano, tranquillamente comprensibile anche senza traduzione.
    Ammetto che a scegliere questo libro mi ha spinto l'interesse a saperne di più sulle mie lontane origini. Il mio nonno paterno, originario di un paese della provincia di Siracusa, Rosolini, approdato in Calabria per lavoro, nacque presumibilmente  più o meno  verso la fine dell'Ottocento, proprio dalla relazione fra un barone e una cameriera. Non venne riconosciuto dal padre, perchè ostacolato dalla famiglia per motivi ereditari.
    Ho in mente una ricerca di queste radici, di cui conosco pochissimo.
     Non so il modo, ma so che in futuro succederà. 

    martedì 31 agosto 2010

    mercoledì 11 agosto 2010

    A Roma c’è un tempo dell’anno.........

    A Roma c’è un tempo dell’anno diverso da tutti gli altri. Se ti ci trovi lo puoi vivere.


    I giorni che precedono ferragosto e quelli subito dopo. Una fase come di sospensione.

    La maggior parte delle persone è nei luoghi di vacanza. La vita quotidiana di chi resta in città a lavorare è come dilatata. C’è più tempo per fare le cose, senza fretta, quella fretta che divora l’anima e rende le persone tante marionette nevrotiche.

    Basti pensare alle giornate di una lavoratrice.

    Alzarsi all’alba e pensare:

    alla casa alla colazione il pranzo la cena il gatto camicie da stirare qualcosa da cucinare il fondotinta compatto la maglietta nuova un taglio di capelli giusto i compiti di latino dei figli le offerte dei surgelati al supermercato il capo vuole la pratica riscritta mamma non ho niente da mettermi uffa la differenziata! belli questi fiori di stoffa meglio il materasso di lattice hai cambiato profumo? gli autobus ritardano sempre meglio portarsi il pranzo da casa ti sta bene quel vestito rosso tu come cucini il pesce? Certo è una collega antipatica quella nuova non mi è suonata la sveglia stamattina caffè macchiato al vetro

    ho bisogno di ferieeeeeeeeeeeee……………………………..

    In questo periodo agostano magicamente tranquillo, invece, puoi stare in compagnia dei tuoi pensieri.

    In ufficio pochissimi colleghi, per strada scarso traffico, il lavoro scarseggia, ti puoi pure portare un libro da leggere. E magari mangiare una pizza fuori la sera con un’amica rimasta in città come te.